Lanzani Massimiliano un voto per Brescia - BIOGRAFIA
   
     
     
     
 
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BIOGRAFIA
Ecco una breve biografia di Massimiliano Lanzani.

Nato a Brescia il 29 maggio 1968, figlio del dott. Annibale Lanzani ( il padre Angelo ed il nonno Emilio sono stati Cavalieri del lavoro ed importanti proprietari terrieri a Dello ) e della dott.ssa Liliana Alghisi ( la fam. Alghisi e' stata tra le piu' importanti famiglie possidenti di terreni ad Offlaga ), entrambi farmacisti, e professori di matematica. Massimiliano ha ricevuto una eccellente istruzione ed una profonda educazione cattolica prima presso le Suore Dorotee ( scuola dell' Infanzia), poi presso le Suore Orsoline ( Scuole elementari e medie ), successivamente all' Istututo Salesiano Don Bosco ( Istituto Tecnico Industriale e successivamente, presso l' Istituto, prestera' anche servizio sostitutivo alla leva per un anno come obiettore di coscienza e collaboratore dei Padri Salesiani ) ed all' Universita' Cattolica.
Studioso di TEOLOGIA, e' arrivato ad importanti conclusioni che tratta nel suo primo libro scrittonel 2010 e di prossima pubblicazione.
 

Avvicinatosi alla politica grazie all'influenza del nonno Angelo, all'epoca Sindaco D.C. di Dello, fin da giovane ha apprezzato e fatto proprie le idee ed i valori del segretario nazionale del MSI-DN Giorgio Almirante (molto stimato anche dallo stesso Angelo), studiandone a fondo le teorie.

Inizia così a quindici anni, a frequentare la sede del Fronte della Gioventù di Piazza Tebaldo Brusato.

Diplomato perito informatico presso l’istituto tecnico industriale Don Bosco di Brescia, inizia a lavorare nel settore ICT nel 1985 commercializzando hardware e facendo il cameriere nei fine settimana per pagarsi gli studi, in quanto poco incline a chiedere aiuto economico alla propria famiglia.

 

Frequenta l’Università Cattolica di Brescia con indirizzo Matematica, data la passione per la logica (nel 1986 ha vinto le Olimpiadi della Matematica organizzate tra gli istituti superiori di Brescia e provincia, con 110/110 ), conseguendo tra l’altro 30 e lode nei due esami di teologia.

 

Si iscrive poi alla neonata facoltà di Scienze dell’Informazione a Milano per approfondire gli studi di informatica, interrotti poi per gli impegni di lavoro e legati alla famiglia.
 
Frequenta successivamente, per hobby, due anni a Scienze Politiche presso l' Universita' di Milano. 


Massimiliano ha 24 anni quando si sposa con Stefania e tre anni dopo nasce il figlio Manuel.

 

All’età di 25 anni apre la sua prima azienda di distribuzione di hardware informatico, arrivando in pochi anni a rifornire oltre mille rivenditori sparsi su tutto il territorio nazionale ed alcuni anche all' estero, grazie ad una politica di ricarichi contenuti e di piena fiducia ai collaboratori (che in 15 tengono il passo dei giganti della concorrenza).

 

Con il primo governo Prodi arriva la prima crisi: molte aziende clienti sono in ginocchio e le risorse devono essere impiegate non solo per crescere, ma anche per esigere e recuperare i crediti.

 

La situazione si complica a cavallo tra il 1997 ed il 1998, quando l’azienda diviene vittima del racket delle estorsioni ad opera di un’organizzazione mafiosa specializzata nel settore. Inizialmente a prevalere è la paura legata alle pesanti minacce nei confronti dei familiari, che portano Lanzani a rinunciare ad oltre 1 miliardo e mezzo di lire in sei mesi, circa il 50% degli utili di quel periodo.

 

Le richieste diventano presto superiori alla disponibilità di liquidi e, nonostante le minacce di ritorsione, Lanzani denuncia l’organizzazione alle Forze dell’Ordine con un esposto depositato presso la P.G. e, pubblicamente, con lettere al Bresciaoggi ed al Giornale di Brescia.

 

In quel periodo Lanzani ha tra l’altro contatti con vari esponenti di Alleanza Nazionale, convinto a dare spazio alla sua passione per la politica ed intenzionato a candidarsi. Idea cui deve però rinunciare in seguito agli eventi: in poco tempo , come ritorsione da parte dei criminali,vengono esplosi colpi di fucile ad altezza d’uomo sulla sua abitazione, gli viene incendiato un furgone, rapiscono per alcune ore la moglie Stefania, danno fuoco all’appartamento dei suoi genitori e dei due fratelli e gli inviano due bombe in azienda, costringendo gli artificieri ad evacuare la zona.

 

Eventi che costringono Lanzani a chiudere momentaneamente l’azienda bresciana per riparare all'estero con tutta la famiglia, su consiglio del Magistrato; rientrando in Italia solo dopo alcuni mesi quando finalmente i delinquenti vengono arrestati.


I colpevoli delle ritorsioni seguite alla denuncia vengono condannati in tutti i gradi di giudizio, ma Lanzani viene coinvolto in altre inchieste paradossalmente tutte collegate proprio alla sua denucia coraggiosa ed al suo operato onesto e trasparente nell' esposizione dei fatti reali occorsi, con il chiaro intento, poi fallito, di farlo risultate colpevole e non piu' vittima.
La burocrazia e tutti quei mali che affliggono il sistema nel nostro Paese sono imputati nella sua vicenda.
In alcune delle sentenze di assoluzione, si evince una certa persecuzione nei suoi confronti  da parte di persone inizialmente insospettabili che lo accusano ingiustamente, tendando, per fortuna inutilmente,di screditarlo agli occhi della comunita'.

Nel dicembre 1998 lo Stato italiano decreta ingiustamente e con artifici gravissimi, il fallimento della Srl ( attualmente, con il fallimento ancora aperto, risulta addirittura in "bonis" )da lui amministrata e difesa dalla delinquenza, ma che non e' riuscito a difendere dalla burocrazia e decide percio' di abbandonare l' Italia deluso, amareggiato e da solo, con l' unica cosa che gli e' rimasta : il proprio cervello pieno di idee e di iniziative.
Nel frattempo in Italia la mamma Liliana lavora ogni giorno per provare l' innocenza del figlio e vi e' riuscita a costo pero' di gravi problemi di salute, ma persone in malafede continuano a mettere in circolo insinuazioni delle quali attualmente si stanno cercando prove per difendersi e querelerare i colpevoli di tali azioni disdicevoli.
In pochi anni ottiene il successo lavorativo che in Italia gli e' stato negato e rientra solo quest' anno in Italia per combattere per cio' in cui crede , cioe' nella giustizia , soprattutto quella sociale .
Nasce così l’idea e la voglia di dedicare il proprio tempo a migliorare Brescia ed a farsì che nessun altro imprenditore debba mai piu' lasciare il territorio bresciano per poter mettere in pratica le proprie idee.

 

Tra queste, la teoria della socializzazione delle imprese di Almirante, dove i dipendenti sono prima di tutto amici e soci.
Dalla sua diretta esperienza ha notato come i propri collaboratori lavorino come se l' azienda fosse loro , migliorando la produttivita' ed aumentando gli utili, nonche' elevando la loro situazione sociale e quella di chi li tratta alla pari dandogli la massima fiducia nelle scelte societarie. 


  

La sua azienda spagnola di distribuzione di superalcolici e' la terza per fatturato in Europa, mentre quella di distribuzione di memorie per PC e' tra le prime al Mondo.
  

Puo' ora dedicarsi alle sue grandi passioni: la politica ed il Brescia Calcio che da oltre trent'anni segue, quando possibile, sia in casa che in trasferta.

In politica abbraccia completamente la politica di Daniela Santanche' ( soprattutto a favore delle donne ) e del suo MOVIMENTO PER L' ITALIA che vede un bresciano , Diego Zarneri alla vicepresidenza.
Massimiliano e' un tifoso del Brescia, da sempre e' un ultras e recentemente ha aiutato la causa della tifoseria per riportare i bresciani allo stadio,ma e' soprattutto un amante dello sport in generale che considera un veicolo di cultura.
La passione per il calcio, vissuta prima di tutto in campo da giocatore e da allenatore, lo ha portato a seguire dal vivo la squadra della nostra cittàin Italia ( ovunque ) ed in Europa (a Parigi come a Villareal) e l'Italia sia in Spagna nel 1982 che in Germania nel 2006.
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Nel Settembre 2008 accetta l' incarico di allenare in seconda la CALCIO CALCINATESE e ne diventa anche Dirigente.
Nel marzo 2009 inizia l' ambizioso progetto per fare grande calcio a Brescia , divenendo Presidente del Calcio Calcinatese.
Nel maggio 2009 diventa Presidente della Nuova Verolese in serie D.
Nel giugno 2009 diventa vice Presidente ed azionista di maggioranza del Rodengo Saiano in Lega Nazionale Pro .
Nella primavera 2009 acquista la Promociones Santiurde Sl , azienda spagnola che possiede 70 villette bifamiliari in Cantabria .
Nel maggio 2009 e' uno degli sponsor principali della partita del cuore tra Brescia e Milan vecchie glorie a favore della ricerca contro la Sla, organizzata dall' amica Silvia Corioni e che ha visto la cittadinanza rispondere con una grande presenza allo stadio Rigamonti.
Nel Luglio 2009 lascia la presidenza della Nuova Verolese per quella del Palazzolo, di cui diventa azionista di maggioranza assoluta.
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Nel luglio 2009 si reca negli Usa e viene bloccato per alcuni mesi a causa di false accuse infamanti di un PM spagnolo della citta' di Zamora ( il solito PM sensazionalista che ama finire sui giornali ed in TV per le sue assurde accuse ...) che viene sconfessato da GIUDICI ITALIANI ed AMERICANI che condannano clamorosamente la condotta diffamante di questo pseudo uomo di GIUTIZIA che ha fatto proprie le vecchie accuse di alcuni elementi della Guardia di Finanza italiana per cercare di rubare milioni di Euro alle societa' del Lanzani.
Nei 6 mesi in cui e' costretto a restare negli Stati Uniti scrive un libro autobiografico e di cronaca sulle vicende statenutensi e mondiali che attualmente e' in attesa di pubblicazione.

A causa di questa operazione criminale , Lanzani non puo' disporre del proprio denaro per poter rispondere agli impegni per le societa' sportive acquistate.
. La situazione in Spagna e' questa : le villette sono state dissequestrate, mentre le società, la merce ed i conti correnti dovrebbero essere sbloccati a giorni dal nuovo Magistrato, visto che il vecchio che ha montato l' assurdo caso, ha dovuto abbandonare il Tribunale di Zamora ed e' stato trasferito altrove.
Nel Marzo 2010 arriva anche la sentenza della Commisione Tributaria che in secondo grado conferma la sentenza di primo grado favorevole alla societa' Bitcomputer Srl e sfavorevole alla Guardia di Finanza.
Ora, dopo 12 anni di battaglia, Masimiliano puo' chiedere la riabilitazione e la cancellazione dell' INGIUSTO FALLIMENTO della sua SRL, decretato senza motivo dal Tribunale di Brescia nel 1998.
La sua storia dimostra che il LODO ALFANO e la riforma della GIUSTIZIA vanno approvati al piu' presto, perche' se avessi un altro carattere, lo avrebbero ammazzato come ENZO TORTORA o come VANACORE o tanti altri innocenti che sono stati uccisi dalle false accuse ...

 
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Category: Calcio
Festa Lega 23.3.2010
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